Colpire ai tempi del Covid-19 - Step #11

Il 2020 sarà ricordato come l'anno del Coronavirus,  quello in cui un virus letale diffusosi in Cina, per cause ancora poco chiare, ha tenuto in quarantena gran parte della popolazione mondiale mietendo milioni di vittime. Tra i paesi più colpiti a livello di vittime e conseguenze sociali ed economiche risulta essere proprio l'Italia.
Una pandemia che fa molto riflettere sul rapporto tra l'uomo e il mondo: siamo colpiti da un nemico microscopico fuori dalla nostra percezione ottica. L'invisibilità del virus ai nostri occhi genera un'ansia generale che sfocia nel panico, soprattutto vista la facilità con cui esso, attraverso la saliva, trova agevolmente corpi nuovi da infettare. E una volta entrato, in che modo può esso colpire?


Cosa colpisce?

Nella maggior parte di casi il virus entra nei polmoni attraverso naso e gola, e se non fermato da sistemi immunitari causa polmoniti talvolta curabili, talvolta letali. Ma non è tutto: in rari casi il virus può anche colpire cuore, reni, occhi, dita o intestino.
Per saperne di più, clicca qui.

Chi colpisce letalmente?


L'età media dei decessi in Italia è di 79 anni, ciò non esclude però il pericolo che possa essere colpita anche una persona di giovane età. Si risulta seriamente in pericolo se una volta contratto il virus si soffre già di gravi patologie.
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Quali sono i paesi più colpiti?

I paesi più colpiti a livello di decessi al 24 Aprile risultano essere Stati Uniti, Spagna, Italia, Germania e Regno Unito.
Per avere dati in tempo reale, consultare la pagina apposita del Ministero della Salute



I dati aggiornati al 20 Aprile. Fonte: Sky TG24






Il colpo del KO - Rocky - STEP #10

Chi non conosce Rocky? Il pugile più famoso della storia di Hollywood, la cui saga omonima ha appassionato ogni generazione, è un chiaro esempio di come dietro al saper colpire e al saper incassare i colpi, ci siano ore e ore di passione, impegno, sofferenza e dedizione. La saga ha aperto al pubblico il mondo del pugilato, e lo stesso Rocky Balboa, interpretato da Sylvester Stallone, si rifa al pugile realmente esistito Rocky Marciano. La boxe è lo sport che più di ogni altro ha nel colpo la sua essenza, e la saga di Rocky è chiaramente quella che mette in luce la filosofia legata ad esso. Ho inserito uno spezzone del quarto capitolo, in cui Rocky, si conferma campione del mondo massacrando il rivale Ivan Drago, messo KO a seguito di una valanga di colpi a ripetizione.




Concludo con una citazione del pugile rimasta nella storia, in cui egli si rivolge al figlio Robert. Si tratta di una lezione di vita per tutti e valida in ogni aspetto della vita.

"Non è importante come colpisci, l'importante è come sai resister ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!"

Colpo su tela - Morte di Giulio Cesare - STEP #9

Vincenzo Camuccini - La morte di Cesare.jpg

Titolo opera: Morte di Giulio Cesare
Autore: Vincenzo Camuccini
Tecnica: olio su tela
Data: 1806
Dimensioni 400x707cm
Ubicazione: museo nazionale di Capodimonte, Napoli

In una tela di dimensioni notevoli, Camuccini rappresenta il famoso cesaricidio annettendovi pathos e solennità degni di una scena teatrale, in cui l'attenzione dell'artista è rivolta alla geometria, resa con estremo rigore, e ad un utilizzo esclusivo di colori caldi, quali il rosso e il giallo.
Il quadro risente notevolmente della corrente artistica del neoclassicismo; l'autore a cui si ispira Camuccini è il francese David.
Inizialmente destinata a Lord Bristol, l'opera fu venduta da parte dell'artista romano a Gioacchino Murat.


Colpi primordiali - Step #8 pt.2

Col passare degli anni l'uomo ha sviluppato migliaia di utensili sempre più sofisticati,  ciascuno dei quali dotato di una determinata caratteristica e applicabile ad uno uso specifico. Con la pala si scava, con ago e filo si cuce, col martello si batte, col coltello si taglia e così via. Dapprima che i settori tecnologici si scindessero e che ognuno assumesse i propri utensili, va considerato che tutto nacque dai colpi di una semplice pietra lavorata, la Chopper, atta a svolgere più lavori. 


Alcuni esempi di Chopper rinvenuti
La Chopper è considerata il primo attrezzo della storia dell'uomo. Siamo nel Paleolitico, nell'era dell'Homo habilis, ovvero circa due milioni di anni fa.
Colpendo una pietra con un'altra si ricavavano oggetti dalla punta tagliente, utilizzati non solo come armi per colpire le bestie feroci, ma anche per scavare o tagliare la carne.

L'evoluzione portò a rendere la pietra Chopper (cioè "che taglia"), sempre più modellata fino ad assumere una forma a mandorla. Tale pietra è nominata  "bifacciale" o "amigdala", e risale a 750.000 anni fa. Di queste se ne riconoscono una versione più grezza, avente la funzione di scavare, e una più lavorata, quindi più tagliente, per colpire la preda.

(link di riferimento inclusi nel testo)
Bifacciale di selce




Colpire nell'antichità - Tecnologia bellica - STEP #8

Nel lungo processo di evoluzione della tecnica, tra le varie innovazioni introdotte nel corso del tempo, alcune delle più ingegnose e determinanti (e, ahimé, sanguinarie) appartengono all'arte della guerra. Se consideriamo la società antica, incentrata prevalentemente sulla guerra, l'ingegneria bellica è dunque fondamentale.


L'invenzione chiave in campo militare risale all'epoca di Filippo di Macedonia, quando si trovò un modo particolare di sfruttare diligentemente l'energia elastica: nacque la catapulta, che permetteva di lanciare oggetti sfruttando l'elasticità di un arco flessibile, sostituito poi da due molle di torsione.

La ballista (o catapulta) divenne un' arma di grosse dimensioni (6-7m) capace di scagliare massi fino a 26 kg. Fondamentale nel funzionamento erano il verricello e un arpionismo di fermo, oltre ad un sistema di sgancio automatico.
Una riproduzione digitale della cheiroballistra

A Roma nacque la cheiroballistra (a destra), atta a lanciare dardi con estrema precisione. In essa la mira veniva regolata da sistemi a cremagliera oltre a un agile dipositivo di brandeggio; l'energia era accumulata grazie a due balestre a flessione e due molle di torsione.                                     

                                                    
Importanti informazioni sulle tecniche antiche di guerra provengono però dall'antica Roma, con scritti che suscitarono grande interesse anche nel Medioevo. Importante fu il contributo di Marco Vitruvio Pollione, che nel suo grande trattato de architectura concluse con la descrizione di numerosi marchingegni, tra cui alcuni di questi bellici.
A quest'ultimo va aggiunto Sesto Giulio Frontino, che in Stratagemata (commentario dell'opera perduta De Re Militari), descrisse come approcciarsi ad un combattimento.
Più distante temporalmente dai precedenti, il funzionario Publio Vegezio Renato, nel suo trattato Epitoma Istitutionun Rei Militaris, parlò di reclutamento, istruzione militare, legione, strategia e arte dell'assedio. 



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Qualche altra citazione....


"[Aristotele aveva] molto bene e metodi­camente cominciato il suo discorso, ma avendo più la mira di andare a terminare e colpire in uno scopo, prima nella mente sua stabilitosi, che dove dirittamente il progresso lo conduceva."
"Dialogo sopra i due massimi sistemi " del mondo di Galileo Galilei



"Sì tosto come aven che l’arco scocchi, 
buon sagittario di lontan discerne 
qual colpo è da sprezzare et qual d’averne
fede ch’al destinato segno tocchi."
"Sì tosto come aven che l’arco scocchi " di Francesco Petrarca



"Tratto tratto qualche colpo di cannone dall’estuario o dalle navi da guerra bombisce 
ed echeggia a lungo." 
"Miei pensieri di varia umanità" di Giovanni Pascoli



"Si può l’auditore o ’l lettore, mentre egli si spazia per le dilettevole rime, assomigliar a l’uc­cello, il quale, ove men teme, ivi più spesso è colto: percioché molte volte è colpito dal poeta nel principio e nel mezzo de’ componimenti, ove se n’ha minor suspizione."
"Dialoghi" di Torquato Tasso




"Quelle smorte fiamme... 
...al sospettoso adultero, che lento 
col cappel su le ciglia e tutto avvolto
entro al manto se ’n già con Tarmi ascose,
colpìeno il core e lo strignean d’affanno."
"Il Giorno" di Giuseppe Parini




"Durante tutta la sua vita bastò che i suoi sensi fossero colpiti dall’uno o dal­l’altro dei particolari di quella scena, per ricordarla immediatamente tutta, per fargliene sentire lo spavento, l’orrore."
"Senilità" di Italo Svevo



"La forza dunque non fu cagione movente, sì come credeva chi gavillava, ma fu cagione instrumentale, sì come sono li colpi del martello cagione del coltello, e l’anima del fabbro è cagione efficiente e movente."
"Convivio" di Dante



"Il giorno era apparso nero peggio dell’anima di Giuda. Insomma una brutta domenica di settembre, di quel settembre traditore che vi lascia andare un colpo di mare fra capo e collo, come ima schioppettata fra i fichidindia."
"I Malavoglia" di Giovanni Verga


Per la prima parte clicca qui

A colpo libero - ZANG TUMB TUMB - STEP #7

Molti sono i componimenti con tematiche belliche. I pericoli, la violenza, la morte, il frastuono dei colpi vengono in molti casi rappresentati nella maniera più accurata possibile, con l’utilizzo di termini ricercati tali da poter evidenziare un realismo esasperato. Ma che succederebbe se i costrutti sintattici della nostra grammatica venissero completamente rimpiazzati con semplici onomatopee in libero flusso? Parliamo del Futurismo. Esso fu un movimento artistico-letterario fondato da Filippo Tommaso Marinetti che proclamò la rottura completa col passato al quale contrappose la moderna civiltà della macchina, della guerra, oltre alla bellezza e l’ebbrezza della velocità.

Quest’ultimo, inviato come corrispondente del settimanale francese Gil Blas ad Adrianopoli per raccontare la prima guerra balcanica, scrisse, in seguito a questa esperienza, Zang Tumb Tumb, una sorta di celebrazione dell’energia sprigionata da tale conflitto, la cui violenza e ferocia sono percepite da Marinetti come musica, come un teatro piacevole e rinnovatore. Lo stile della poesia è un chiaro esmpio del messaggio futurista: il poeta scrive parole in libertà, che servono a commentare la guerra come didascalie rappresentando le sensazioni suggerite dal bombardamento nella maniera più oggettiva e fedele possibile.  Egli non “descrive, piuttosto “raccoglie” e “annota” tutte le impressioni, le immagini, i suoni e i colori di una tipica giornata di guerra.  La nostra attenzione ricade ovviamente sui colpi, espressi con le onomatopee più disparate possibili. Compaiono  i “tan tuuuumb” delle bombe, i “taratatatata” delle mitragliatrici, e tanti altri.

Per garantirvi una fruizione più suggestiva della poesia, ho preferito inserire, al posto del testo, un video in cui il componimento viene recitato, in modo tale da potersi rendere conto anche del particolare ritmo, veloce e incalzante.

In un colpo solo - Davide e Golia - STEP #6

In molti sanno della vicenda di Davide e Golia. Questa storia della Bibbia è stata usata in innumerevoli situazioni sportive per indicare quel raro caso in cui il gran favorito crolla sotto i colpi dell’umile avversario. Ma da dove viene la storia originale? Dal primo libro del profeta Samuele (Antico Testamento), in cui si racconta la storia del più giovane dei figli di Iesse che affronta e uccide in un sol colpo il nemico numero uno del popolo israelita: il gigante filisteo Golia.

Davide e Golia, Caravaggio


Siamo nel 1000 a.C ca.. Golia per 40 giorni provoca l’esercito israelita di re Saul sfidando uno per volta i soldati, ma ognuno di questi puntualmente scappa terrorizzato,  finchè non si fa avanti Davide, un umile pastorello
. Guidato da una sorprendente audacia e dalla fiducia che egli ripone in Dio, sfida il gigante di tre metri rifiutando di utilizzare addirittura le adeguate armi. Così, scaraventa un colpo di fionda sulla testa del gigante tale da ucciderlo. Il pastore porta in seguito la testa in trionfo a Gerusalemme.


La morale religiosa legata alla vicenda è che la prepotenza e la malvagità non possono nulla contro una buona dose di fede e audacia.

"49. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. 50 Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. 51 Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga." (1Samuele 17, 49-51)

Colpi Record - Fuori dagli step

In quanti modi possiamo sferrare un colpo?  Se consideriamo gli sport allora possiamo colpire una palla, con una mazza o con un calcio, oppure un bersaglio.
In questo post elencherò alcuni casi di gente che ha fatto del proprio colpo un motivo per restare nella storia.


Batterista 

Un batterista americano ha realizzato il record di colpi in un solo minuto: ne ha totalizzati ben 1208.


Scambio nel tennis

In Brasile due tennisti, Rafael Souza e Vinicius Gilioli hanno dato vita, con 1890 colpi, allo scambio di tennis più lungo della storia.


Il cecchino

Un cecchino canadese tre anni fa, uccidendo un miliziano dell'Isis ha stabilito il record di distanza dal bersaglio centrato. Il suo proiettile ha infatti viaggiato per tre 3,5 km volando per 10 secondi.






Colpo di precisione - Gugliemo Tell - STEP #4 bis

Simbolo di indipendenza e ribellione del mondo elvetico del Trecento, Guglielmo Tell, figura tra storia e leggenda, è conosciuto per la sua professionale mira con l'arco: riuscì ad avere la freddezza di colpire con la sua freccia una mela posizionata sul capo del figlio a lunga distanza. L'essersi ritrovato in una situazione così delicata fu dovuta all'aver mancato di rispetto il balivo austriaco, governatore di allora. Quest'ultimo lo obbligò a scagliare la freccia insidiosa, e dopo che Tell ebbe la meglio, notò che lo svizzero teneva nascosta con sé un freccia di riserva per ucciderlo, in caso di necessità. Arrestato, Tell riuscì lo stesso a  liberarsi aiutato da una tempesta e ad uccidere il balivo. 
A Guglielmo Tell è dedicata anche l'omonima famosa opera di Gioacchino Rossini, l'ultima del compositore.

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Colpire le masse - La pubblicità - STEP #5

Viviamo in un'epoca storica dominata dalle pubblicità: in tv, sui giornali, su Internet e sui manifesti abbondano consigli per gli acquisti, campagne di sensibilizzazione o propaganda. In una società di massa come quella odierna, le pubblicità, nel bene o nel male, la fanno da padrona. Riescono infatti ad influenzare notevolmente i cittadini, specie quelle che colpiscono nella maniera più efficace. Quante volte abbiamo comprato qualcosa o agito in una determinata maniera solo perché una pubblicità ci ha colpito  a tal punto da farlo? A volte il segreto del loro successo lo si trova in montaggi video mozzafiato,  colonne sonore che catturano altre invece nella loro semplicità: basta una foto con frase ad effetto annessa. In questo post illustro due pubblicità che includono il senso del colpire in senso materiale e figurato. Vediamole.

Qualcosa di divertente - Lo spot del Buondì Motta

L'arma segreta della pubblicità è spesso quello di creare immagini o situazioni esilaranti ai fini di attirare l'attenzione di chi compra. Un esempio recente è la pubblicità della brioche Buondì Motta, che sul web da un lato ha suscitato ilarità, dall'altra ha scatenato polemiche. L' essere demenziale dello spot, in cui una donna viene colpita da un meteorite  scaturisce una domanda: fin dove può spingersi la pubblicità?






Colpire il nemico - I War Bonds

Durante la Seconda Guerra Mondiale il governo degli Usa mise in atto una campagna propagandistica avente lo scopo di incentivare l'acquisto di War Bond da parte dei cittadini americani. I War Bond erano titoli di debito attraverso cui il privato cittadino poteva prestare denaro allo Stato, il quale, nonostante l'emissione di denaro aggiuntiva finalizzata alla produzione bellica, evitava l'inflazione.








Esempi di propaganda 
di war bond. 
L'obiettivo era chiaro,
comprare voleva dire
colpire il nemico






La propagande statunitense abbracciava ogni settore. Ecco un chiaro riferimento ai war bond in un albo a fumetti Disney degli anni 40'.


Colpo di fulmine - Cupido - STEP #4













Antonio Canova, Amore e Psiche




Diego Velazquez, Venere Rokeby





Jacques-Louis David, Saffo e Faone


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Cupido (Eros secondo la mitologia greca), dio dell'amore carnale, dell'attrazione, della brama erotica e degli affetti, è una tra le figure della mitologia classica più iconiche dei giorni nostri. Il motivo per cui l'ho inserito nel blog va individuato in quella che è la sua caratterizzazione popolare: un bambino paffutello e alato che scocca la sua freccia provocando un incantesimo d'amore in chi viene colpito. Nelle proprie vittime viene generata una passione amorosa istantanea. Ecco un piccolo excursus temporale illustrante le varie sfaccettature assunte dalla divinità nel tempo e nelle arti.

Tra greci e romani - Eros /Cupido nel mito


La prima apparizione nel mito di Cupido è antichissima: risale infatti ai miti della creazione orfico e esiodeo. Nel primo lo vediamo come un ermafrodito con quattro teste (leone, toro, serpente, ariete), nato dall'unione di Nyx ( la Notte ) col vento spaziale. Nyx e Cupido generarono Gaia (o Tellure), ovvero il pianeta Terra, poi Urano, il Sole e la Luna. I due governarono l’universo prima di darlo ad Urano.
Nel secondo invece il dio sorse insieme a Gaia dal caos e la loro unione generò Urano. Nella Grecia Ellenica, Eros assume le sembianze del giovanotto armato di arco e frecce, ma è a Roma dove egli diviene il pargoletto che noi oggi conosciamo. Per i greci è il figlio di Afrodite, dea dell’amore e di Ares, dio della guerra.
Eros compare nel mito di Apollo e Dafne, in cui egli, per vendicarsi delle offese subite da Apollo, colpì quest’ultimo con una freccia d’oro, facendolo innamorare di una ninfa che venne però a sua volta centrata da un dardo d’argento, simbolo dell’amore non corrisposto. Per sfuggire alle avances di Apollo, Dafne si trasformò, per opera del padre Peneo in un albero, gettando l'innamorato nella disperazione.
Cupido è inoltre protagonista nella vicenda di Amore (ovvero Cupido) e Psiche, la cui straordinaria bellezza suscita l'ira di Venere, madre di Cupido, ordinandogli di far innamorare la giovane del più brutto del mondo. Per errore, Cupido si colpisce da solo, innamorandosi della ragazza. Tra i due si instaura un amore passionale vissuto di notte in cui Cupido sceglie di tenere il suo volto e la sua identità celati. Psiche, curiosa, illumina il viso dell'amato provocandone la fuga. La giovane, tra varie ricerche, si reca dalla madre, con l'intenzione di riottenerlo, cosa che sarebbe avvenuta solo in caso di superamento di tre sfide complicate. Psiche con diversi aiuti riesci nell'intento, finché Venere le ordina di recarsi agli Inferi per chiedere a Prosperpina parte della sua bellezza. Nel cofanetto che le viene dato vi è l'inganno. Venere lo apre cadendo in un sonno profondo. Cupido chiede l'intervento di Giove, che risveglia l'amata concedendo ai giovani la vita eterna.






 
Caravaggio, Amor Vincit Omnia

Colpo d'occhio - Colpire in un'immagine - STEP #3

Quella che vedete è un'immagine realizzata con il sotfware mobile PicsArt attraverso un collage di immagini ricavate dai meandri del Web. L'obiettivo è quello di generare una vignetta secondo lo stile Pop Art dei fumetti. Dietro la schiettezza e la spontaneità dei colori vivaci , delle onomatopee e delle figure si cela la cruda espressione del colpire.






Colpo di scena nella storia di "colpo" - La storia del giovane Opro e del suo maestro Colafo - STEP #2


Se hai letto il post precedente, saprai che il termine "colpo" trova le sue origini nel termine latino "colaphus", il quale a sua volta discende dal greco "kolaphos". Quello che mi accingo a raccontare è un breve racconto, da cui mi piace dire sia stato coniato il suddetto termine. La storia è liberamente tratta dalla commedia di Epicarmo "Il Rustico" di cui restano solo frammenti disparati. Al commediografo è infatti attribuita la figura di Colafo, che compare nel testo, oltre alla presenza di un padre e di un figlio provenienti dal mondo agreste. I restanti elementi della trama sono solo frutto della fantasia.


Siracusa, V secolo a.C. In una campagna siracusana, locus amoenus in cui regnavano la pace e la tranquillità, il cui verde era trafficato dai pascoli di greggi di pecore e di bovini; dove gli adulti portavano avanti con cura e dedizioni i propri terreni, e quelli in tenera età si divertivano.
Era un posto ai limiti del surreale in cui la vita si rinnovava di generazione in generazione senza che nessuno si facesse alcune domande. I genitori tramandavano ai propri figli il culto per le divinità del raccolto insieme alle tecniche lavorative. Lì si viveva felici, puri, e incontaminati dai vizi e dal caos delle città.

Proprio in questa rustica realtà vivevano Opro e suo padre Villico. Entrambi avevano subìto la perdita della rispettiva madre e moglie, venuta a mancare nel momento in cui dava alla luce il piccolo Opro. Nonostante la tragica perdita, il ragazzo era venuto su nel migliore dei modi. Aveva ereditato in pieno i valori che il genitore gli aveva inculcato: l'operosità, l'amore per il luogo in cui viveva e per il lavoro che svolgeva,  l'onestà verso il prossimo. Insomma, Opro era davvero un ragazzo esemplare.
Anche Villico era eternamente grato agli dei per il figlio d'oro che gli avevano regalato.

Ma nonostante la gigante dedizione che Opro metteva nell'aiutarlo, la sua prontezza nell'obbedirgli e il suo grande cuore, l'uomo pensava che al suo pargolo mancasse qualcosa per migliorare la persona che era: una cultura. Insomma, Opro era già perfetto, ma egli credeva che restare chiuso nella quotidianità del mondo campagnola per sempre alla fine gli avrebbe nuociuto. Spesso gli giungevano  
notizie di grandi persone amate e rispettate dal popolo. Voleva dunque che la buona volontà del figlio potesse essere applicate in qualche campo in modo tale da farlo diventare "un grande". E' per questo che Villico fece trasferire il figlio in città dove fu affidato alla prima persona che egli ritenne idonea, il maestro Colafo. Villico non sapeva nulla di lui, ma per quanto maestro non poteva fare altro che migliorarlo.

 La verità, era un'altra: Villico era ignaro del fatto che Colafo fosse conosciuto per essere un maestro aggressivo che non esitava ad usare le mani; il suo fare manesco era abbastanza noto in città.  Più che un educatore, sarebbe più corretto definirlo un domatore o aizzatore. Puntava a far in modo che nella sua scuola non si formassero ragazzi che egli definiva "banali" o "burattini", ovvero imbevuti di quell' etica falsa, ipocrita e meschina come lui la definiva: voleva dare vita ad una generazione di ragazzi rivoltosi pronta a dar fuoco al mondo preesistente e portare in auge valori animaleschi, bellici, crudi. Ogni volta che un ragazzo non era conforme al modello che egli aveva in testa, veniva prontamente colpito alla testa, perché  era lì che doveva avvenire la svolta psicologica: tutta una questione di testa. Dopo un anno di lavaggio di cervello, arrivò il fatidico momento in cui Opro rivide suo padre: inutile dire che Villico non ci mise più di qualche secondo per capire che il suo primogenito non era più la stessa persona, era piuttosto diventato un mostro.


 I litigi nella loro umile dimora abbondavano, due mentalità diverse si torturavano a vicenda in un continuo battibecco. Villico prese ben presto una ferma decisione : vietò al figlio di frequentare Colafo. Pensò inoltre che farlo tornare a lavorare duramente avrebbe ripristinato il buon vecchio Opro. In un primo momento sembrò  andar tutto bene, finché Opro, impegnato nel lavoro, risentì in mente tutte le parole, e risentì sulle ossa il dolore dei colpi del suo maestro. A quanto pare gli erano rimaste ben impressi. "Nessuno scrupolo","Abbatti il sistema","Ribellati" tuonavano nella mente del ragazzo. Così Opro, in un raptus di follia, colpì a morte il padre. In quel momento si sentì come sollevato da un macigno. Ritornò immediatamente dal suo mentore.


Quelle che in un primo momento sembravano solo lezioni di vita, divennero azioni. La classe di Colafo divenne un'associazione a delinquere. I ragazzi agivano di nascosto colpendo gli abitanti della città, diventando l'incubo dei siracusani. Essi sentivano nei propri cuori di agire secondo nobili ideali, inconsapevoli del male che creavano. Il tutto si portò avanti finché si scoprì che alla base dell'atteggiamento rivoltoso dei ragazzi vi era Colafo, che fu condannato a morte. Il colpo alla testa con cui Colafo educava gli studenti, che si tramutò poi nell'azione criminale della banda rimase sulla bocca dei siracusani tanto da definire il pugno o schiaffo "kolaphos"(Colafo). Il termine si diffuse in Europa e, amalgamato ad altre influenze, è passato a noi in eredità come "colpo".


Colpo da maestro - Colpire nella Letteratura Italiana - STEP #1 2-bis


Quelle che vedi elencate in basso sono alcune tra le più famose citazioni contenenti il nostro vocabolo e/o forme simili



"Questa parola... gli risvegliò più vivamente e più distintamente i senti­menti ch’eran confusi e affollati nel suo animo: dolore dell’amico, sgomento e rimorso del colpo che gli era uscito di mano, e, nello stesso tempo, un’angosciosa compassione dell’uomo che aveva ucciso. "

"I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni



"Tre volte la timida mano alzò il coltello per te colpire, 
e tre volte insieme coll’empio coltello ricaddi in sul letto.”
"Pistole" di Orazio

Nel VII cerchio dell'Inferno dantesco gli usurai
erano colpiti da una pioggia di fuoco. Chiaro esempio
della legge del contrappasso.

“La fede ha il primo colpire 
nella battaglia spirituale.”
"Trattato delle virtù"



"Un’aura dolce, sanza mutamento 
avere in sé, mi feria per la fronte
non di più colpo che soave vento."
"Purgatorio" di Dante Alighieri



"Accorata, affannata, atterrita sempre più nel vedere che le sue parole non facevano nessun colpo, Lucia si rivolse a Colui che tiene in mano il cuore degli uomini."
"I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni



"Ah, che cosa mai potrebbe avvicinarti a me?... Un gran dolore, forse: un colpo improvviso, una delusione cruda, un male irreparabile. "
"Il Fuoco" di Gabriele d’Annunzio



"L’automobile partì e rapidamente passò tra i tronchi nudi degli alberi del viale; il sole, i rami pendenti, il vento colpirono varia­mente quelle due teste immobili."
"Gli Indifferenti" di Alberto Moravia



“Sfrenò l’invidia, e contra i tuoi sistemi
Indarno trasse in campo e Luca e Marco.
Empi! che di ragione i divi semi
“Spegner tentaro ne gli umani petti,
E colpirono il ver con gli anatemi.”
"Poesie giovanili" di Alessandro Manzoni



Alla radice del colpo - Step #1 1bis

Vi siete mai chiesti che viaggio abbia compiuto il linguaggio umano per partire dai semplici versi dell' uomo primitivo ed arrivare ai vocabolari multilingue del nostro presente?
Annidata in ogni parola vi è la sua etimologia, che ne indaga proprio la sua storia. Quello che propongo in questo post è un'indagine sui vari modi di scrivere "colpire" nel tempo e nello spazio.


La storia

Le prime fonti risalgono all' antica Grecia dove lo schiaffo era definito "kolaphòs", il quale sfocia nel "colaphus" latino tramutato poi in "colpus", ovvero il colpo a mano chiusa . Tuttavia in questa situazione vi è anche una strada fuorviante parallela alla suddetta.  Esistono termini europei che seppur leggermente diversi dal punto di vista del significato, sono molto simili a livello fonico. Tra questi abbiamo il "clap" inglese, il "kloppen" fiammingo, e il "klopfen" tedesco (derivante) dall'antico "kolbo" i quali hanno lo stesso significato, cioè "battere".  Gli studiosi sono propensi a far valere però l'origine classicista del termine.

Per saperne di più ----> Etimo




Oggi nel mondo


Inglese - hit

Francese - frappér

Tedesco - schlagen

Spagnolo - golpear

Russo -ударил (udaril)

Portoghese - acertar

Cinese - 擊中 (Jí zhòng)

Arabo - نجاح (najah)

Giapponese - ショット (Shotto)

Hindi - शॉट (shot)

Arabo - لقطة (laquta)

Bengalese - শট (Śaṭa)


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Colpire nel segno, STEP#1

<<Colpire, ovvero?>> - Iniziamo la nostra avventura


Colpire, sì, ma in che senso? Colpiamo a rete giocando a calcio , ci innamoriamo con un colpo di fulmine, un paesaggio mozzafiato ci colpisce tanto da privarci della parola. E' evidente che tale verbo nella nostra lingua è utilizzato in una miriade di situazioni, con accezioni spesso biunivoche.

Diamo il primo colpo di piccone, e definiamo, per quanto si può, di tracciare i significati del verbo a colpi di vocabolario.
Per facilitare l'operazione, andrei a sottoscrivere i significati del verbo a due macrocategorie.


La prima di queste è quella che vede il termine inteso nel suo significato più pratico, quello "materiale". Il "colpire" a cui mi riferisco è il verbo transitivo per cui si intende percuotere, battere o ferire qualcosa o qualcuno, attraverso una determinata tecnica o un determinato strumento: 

"c. con la spada, con un bastone, con un pugno; fu colpito in fronte da un sasso; la tegola l’ha colpito sulla testa; una palla nemica lo colpì al cuore; c., non c. il bersaglio; nel calcio, c. il pallone di piede, di testa, al volo." (Treccani)

La seconda è quella che si rifà al senso figurato del vocabolo: il colpo non avviene ai danni di qualcosa, ma a livello psicologico.
Infatti spesso usiamo "colpire" per indicare un danno recato al morale umano. Varie le situazioni in cui il termine è utilizzato.
Ho qui elencato, con accurato riferimento al dizionario di lingua italiana, le varie accezioni in tal senso accompagnate da opportuni esempi:

- ferire nell’intimo, provocare grave dolore: il suo comportamento mi colpisce profondamente;


- essere colpito nei propri affetti più cari (per es., per la morte di un congiunto);


- colpire uno con un’allusione, con un discorso, mirare a danneggiarlo, o a irritarlo, riuscendo a ottenere l’effetto voluto; c. uno nel vivo, in ciò in cui è più suscettibile: quella frase l’ha colpito nel vivo;


-gravare:" l’imposta colpisce soprattutto i piccoli proprietarî; i profitti di guerra furono colpiti da una forte imposta";

-di una disposizione di legge e sim., essere rivolta contro qualcuno o qualche cosa: "provvedimento che colpisce soprattutto il contrabbando, o i contrabbandieri";


-sottoporre a pene, infierire su qualcuno: "il governo oppressore colpiva duramente chiunque fosse sospetto di cospirazione";


-fare profonda impressione: "rimase colpito dalla stranezza del racconto; mi colpì profondamente la notizia della sua morte; fui colpito da tanta audacia; egli stesso fu subito colpito dal suono della parola che gli era uscita di bocca (Manzoni)".

Informazioni tratte dalla voce "colpire" del Dizionario Treccani

Colpo di coda - The End - STEP #25

Quello che state leggendo è difatti l'ultimo post del mio blog. Step by step siamo infatti giunti alla fine di questo percorso che mi ha...