Colpo di coda - The End - STEP #25

Quello che state leggendo è difatti l'ultimo post del mio blog. Step by step siamo infatti giunti alla fine di questo percorso che mi ha legato strettamente al verbo assegnatomi. Ritorniamo però all'origine della serie di post col colpo. Tutto è cominciato con la definizione di colpire nei suoi vari sensi, con gli esempi e i riferimenti dovuti, con uno sguardo ai vari modi di definire il termine nel mondo odierno e nel passato. In particolare l'etimologia del verbo ha scatenato la fantasia del sottoscritto, scaturendo da una storia la sua origine fittizia. Da qui in poi il sito si è affacciato al mondo delle arti, tra cui quella figurativa, con riferimento alla Morte di Giulio Cesare e alla realizzazione di un'opera di collage che io stesso ho eseguito. Ecco l' arte cinematografica, con Rocky, e letteraria. Proprio l'universo letterario legato al termine è stato scandito dall'alternarsi di mito (Cupido e G. Tell), narrativa (Davide e Golia), poesia contemporanea (Zang Tumb Tumb) e  svariate citazioni dei maestri della letteratura.  La storia ci ha illustrato poi come siano cambiato i modi di colpire nel tempo: partiti dalla amigdala preistorica, passando per le catapulte antiche e le armi a scoppio medioevali, ecco varie innovazioni nel mondo bellico moderno e contemporaneo: il razzo (XVIII sec.) , la torpediniera (XIX sec.), la rivoltella (con attenzione al suo inventore, Samuel Colt), ed infine il "recente" carro armato. Passiamo successivamente alla presenza del verbo nel nostro mondo dei mass media, con la pubblicità, e la cronaca, con i colpi subiti da Brumotti a Milano e quelli inflitti dalla pandemia Covid-19Spazio poi al vocabolario, con l'abbecedario e la mappa concettuale finale. L'ultimo filone è quello legato alla scienza, alla tecnica e ai materiali. Vediamo due esempi di tecnologia legata allo sport: l'invenzione della mazza da baseball in metallo e l'utilizzo della fibra di carbonio. Infine il mondo degli urti: da quelli macroscopici studiati in fisica classica a quelli microscopici degli acceleratori di particelle. In particolare la fisica degli acceleratori, come ho accennato a mo' di fantascienza nel post specifico, mostra come essi possano svelare importanti informazioni sul nostro mondo. 
In conclusione, la speranza è dunque quella di vivere un mondo in cui il colpire possa essere legato al progresso scientifico, e alla genuinità dello sport, piuttosto che alla violenza o alla guerra. 
Vogliamo essere colpiti con vigore ma senza dolore, dal potere delle emozioni, e non delle armi. Mi auguro intanto,  con questo blog, di aver colpito nel segno.


Antonio Cirocco

Acceleratore di particelle del futuro - Ultimate Collider - STEP #22

Giugno 2320.  Dopo circa un secolo di progetti e sperimentazioni, la fisica nucleare è pronta a scrivere una nuova pagina di storia. E' stato collaudato da poco il più grande acceleratore circolare di particelle di sempre, dal momento che, presentando un diametro di circa 1200 km, circoscrive nel sottosuolo praticamente l'intera Europa Centrale. L'Ultimate Collider, il nuovo mega prodotto del Cern, sfrutta un'energia rinnovabile pari a circa 10^20 elettronVolt trasmessa dal Sole alla Terra. L'esercito di satelliti che circonda la terra converte i raggi assorbiti dal loro sistema fotovoltaico in onde radio che giungono sul nostro pianeta ad alta potenza. Una tale energia permette la collisione di particelle subatomiche ad una velocità inaudita, con conseguenze significative. Verrà superata la soglia energetica richiesta per la creazione di un mini-buco nero. Per la teoria di Einstein lo scontro forzato di particelle combina le masse portando la gravità ad un valore limite per cui in tal modo si potranno studiare gli effetti del suddetto fenomeno, su scala notevolmente ridotta, ma allo stesso tempo con risposte valide. Risposte che potrebbero fornire informazioni anche sulla stessa "preistoria" dell'Universo. La grande portata dell'esperimento ha suscitato qua e là nel mondo vari malcontenti, con la paura che tale esperimento possa in qualche modo "inghiottire" o annientare il nostro pianeta. Gli scienziati rassicurano però che il buco vivrà solo per alcuni secondi, prima di essere spento dall'effetto della radiazione di Hawkins.





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Colpo di genio - Il brevetto di William Shroyer - STEP #21

Col brevetto numero 1.499.128, depositato presso l'Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti nel giugno 1924, William Shroyer presentò una serie di diagrammi dettagliati, accompagnati da un'accurata descrizione di quella che fu la sua innovazione portata nel mondo del baseball. Una mazza in metallo, che avrebbe fornito la leggerezza, la flessibilità e la resilienza dell'attuale costruzione in legno, cercando però di evitare quei di fenomeni di frammentazione o macerazione tipici di tale materiale. Shroyer mostrò nei suoi schemi di brevetto anche un'apertura filettata innescata nella testa della mazza,  che dava la possibilità al battitore di usufruire di una mazza più pesante semplicemente inserendovi un peso aggiuntivo al suo interno. 

"The main object of the invention is to provide an all-metal base-ball bat that will have the essential qualities of wood bats, as lightness, spring, or resiliency and balance, which are qualities of wood ball bats of approved construction."

Per leggere l'intero brevetto consultare Google Patents

Nuova tecnologia per colpire - La fibra di carbonio - STEP #20

Tutti sicuramente abbiamo sentito parlare, in pubblicità o da qualche amico, di oggetti rivestiti in fibra di carbonio. Questa tecnologia ha ormai conquistato il mondo delle attrezzature sportive: scarpe da calcio, mazze da golf e racchette da tennis, soprattutto di alta qualità, presentano questo materiale. Ma a cosa è dovuto l'utilizzo della fibra, e perché è così gettonata?
Racchetta in fibra di carbonio
Innanzitutto la fibra è materialmente associabile ad un lungo filo sottile, attraverso cui le composizioni con tale materiali si ottengono intrecciando vari di questi filamenti, dal diametro di 5-8 micrometri ed infine immersi
La testa di un bastone da golf in fibra
nella matrice, una particolare resina che li tiene saldi tra loro. A livello microscopico la fibra è simile alla grafite, vista la disposizione per piani agglomerati con struttura esagonale. La predisposizione di tale materiale nel compiere lavori quali colpire una palla, ma anche altre varie funzioni, va vista nelle sue proprietà fisiche. La fibra di carbonio è infatti dotata di un'elevata resistenza meccanica nonostante il basso peso specifico, che abbassa di conseguenza anche la sua densità. Presenta anche buone proprietà ignifughe. Ciò che rafforza la sua posizione nel commercio è anche il fattore estetico, se si considera il nero lucente che lo contraddistingue, sicuramente di buon gusto.

La sintesi più comune della fibra di carbonio avviene a partire dal PAN, che riscaldato a 300° consente di ottenere un composto, il quale portato a sua volta a 2000° in presenza di gas inerte genera grafite.  Successivamente con la condensazione si generano fogli di grafene, che fondono poi nei filamenti in questione.

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Colpi di fisica - Gli urti - STEP #19

In fisica un urto avviene quando due punti materiali entrano in contatto per un determinato lasso di tempo. Nell'urto si sviluppano le forze impulsive, tali da modificare la quantità di moto di ciascun punto. Se nel sistema costituito dai due punti non agiscono forze esterne, oppure se l'impulso di tali forze è trascurabile, la quantità di moto totale si conserva.  Ovvero:


P(in) = P(fin) = m1v1(i) + m2v2(i) = m1v1(f) + m2v2(f)

Gli urti possono classificarsi genericamente in urti anelastici ed elastici. Il primo avviene quando, a seguito dell'urto, a causa di una permanente deformazione, i due corpi restano attaccati ai danni di una spesa di energia cinetica. Dunque in tal caso non vale la conservazione dell'energia cinetica totale.
In un urto elastico invece i corpi subiscono deformazioni elastiche per via di forze interne conservative. I punti rimbalzano l'uno sull'altro determinando così anche una conservazione di energia cinetica totale del sistema. In formule:

1/2*m1*v1(i)^2 + 1/2*m2*v2(i)^2  = 1/2*m1*v1(f)^2  + 1/2*m2*v2(f)^2 

Urto elastico


Urto anelastico



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Cronaca - STEP #18


Sabato 22 maggio, a Milano, nel quartiere di Porta Venezia, l'inviato di Striscia La Notizia Vittorio Brumotti, è stato aggredito da un gruppo di ragazzi di origine africana, durante una delle sue consuete retate aventi lo scopo di mascherare e denunciare gli scambi illegali di sostanze stupefacenti. Questi ultimi lo hanno sommerso da una pioggia di sassi, e uno di loro, lo ha colpito alla testa col bastone della sua GoPro, privandolo di una delle sue videocamere. Tuttavia un'altra telecamera, posizionata sul casco di Brumotti ha ripreso l'intero misfatto ed il video è stato mandato in onda, alcuni giorni dopo, a Striscia La Notizia.


Il video

Dalla A alla Z - Step #17

A come Arma 
B come Bersaglio 
C come Calcio 
D come Dolore 
E come Effetto
F come Fulmine
G come Grazia
H come Headshot
I come Impatto 
L come Letale 
M come Martello 
N come Nuocere 
O come Orgoglio
P come Piccone 
R come Resilienza 
S come Superbia 
T come Tiro 
U come Urto
V come Veemenza 
Z come Zappa

Il personaggio - Samuel Colt - STEP #16

La Colt Paterson, il primo modello di revolver.
 Il grilletto diventava visibile solo dopo l'arretramento del cane
Samuel Colt (1812-1862), nato nel Connecticut, rimase orfano in giovane età di madre e padre. Grande appassionato di armi, mentre lavorava in un' industria bellica a New Haven, ideò, appena ventenne, un nuovo tipo di pistola. Nel 1836 ottenne così il brevetto della rivoltella, chiamata anche "revolver" o "pistola a tamburo". Si trattava di una pistola a rotazione ad avancarica del tamburo, che si ispirava alle già esistenti pepperbox, ma il cui fascio di canne era ridotto ad un unico cilindro rotante attorno al proprio asse. La rivoltella era un'arma rivoluzionaria in quanto poteva sparare a ripetizione, quindi si riducevano i tempi di ricarica e di conseguenza la "vulnerabilità" del possessore. Con il denaro accumulato dall'invenzione Colt aprì dapprima un'officina dove sviluppò la Colt Paterson, e successivamente divenne il capo della Colt's Manufactoring Company. Oltre ad essere un inventore ingegnoso, Colt fu anche un grande imprenditore, dato che fu il primo ad introdurre il sistema della produzione in serie di armi in una fabbrica bellica. L'azienda esiste ancora ai giorni nostri, e da allora è in stretta collaborazione con il governo statunitense. Collaborò anche con Giuseppe Garibaldi, donandogli 100 armi da fuoco in occasione della sua Spedizione dei Mille.
(link di riferimento inclusi nel testo)


Colt Single Action Army


Carabina Winchester

L'evento - XX secolo - Il carro armato -STEP #15

Il FIAT 3000 italiano
Il Big Mother, il primo prototipo 

Eccoci dunque arrivati al Novecento, il secolo delle due guerre mondiali. Tipologie di conflitto inedite prima d'ora, non solo per la portata "globale" di coloro che vi hanno partecipato, ma anche per le grandi innovazioni in ambito militare, che per la prima volta si aprono anche al cielo aperto. E in terra invece? In terra vediamo la comparsa di mezzi spaventosi e distruttivi: i carri armati. Veicoli resistenti, rivestiti di una corazza rigida per resistere al fuoco nemico, di cingoli per la trazione meccanica, ma soprattutto di un cannone per colpire a grande potenza. La data in questione legata ai carri armati è il 16 gennaio 1916.  In piena Prima Guerra Mondiale l'esercito britannico presentò, a seguito di vari studi e esperimenti incentivati da Winston Churchill, il Big Mother, il primo prototipo di carro armato.  Si trattava di un veicolo di forma romboidale dotato di cingoli, di una corazza spessa 1 cm, due mitragliatrici ai lati ed infine un cannone da 6 libbre. I cento pezzi prodotti sulla base di questo prototipo, si rivelarono tuttavia un grosso fallimento: l'artiglierà tedesca riesce infatti ad annientarli perforando la corazza, rivelatasi eccessivamente sottile. Tuttavia, la novità introdotta dagli inglesi, desta l'attenzione mondiale: gli altri grandi eserciti europei si mobilitano al fine di introdurre versioni sempre più potenziate. Anche la Fiat Ansaldo italiana produrrà, due anni dopo, il proprio modello, il FIAT 3000.

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L'evento - XIX secolo - La torpediniera - Step #14

La torpediniera Ariete, utilizzata dalla Marina Regia
italiana 
nella Seconda Guerra Mondiale 
Un modellino di torpediniera
Il 16 gennaio 1887 è la data in cui è attestato ufficialmente il primo siluro lanciato da una torpediniera. Il colpo fu sferrato durante la guerra russo-turca per ordine dell'ammiraglio russo Stepan Osipovich Makarov. Si trattava di particolare razzi autopropulsi ideati da Robert Whitehead.  La torpediniera (TP) è genericamente una nave progettata appositamente per il conflitto armato marittimo e per l'epoca rappresentò una grossa novità, dal momento che, vista la sua leggerezza, velocità e agilità, si differenziava dalle mastodontiche navi corazzate, le quali risultavano essere molto lente in battaglia ma soprattutto molto costose, tanto che solo alcuni paesi al mondo potevano stare al passo coi costi di produzione. Le torpediniere erano sì meno resistenti, ma allo stesso tempo più efficaci nel colpi, la cui velocità variava dai 37 ai 56 km/h. Il vantaggio dal punto di vista economico legato alla torpediniera fece sì che nel XIX secolo vi fosse un'elevata produzione in molti paesi del mondo di tali navi, utilizzate nelle battaglie marittime in attacchi di massa. Un esercito di torpediniere sfidava in tal modo la nave corazzata, che se affondata, a differenza delle prime costituiva un grossa perdita per la marina del rispettivo paese.
Alimentate a vapore, potevano essere lunghe dai 30 ai 50 metri, equipaggiate esclusivamente di tre lanciasiluri più cannoni di piccola taglia. Esse vennero ben presto rimpiazzate però da un' altra tipologia di nave da guerra, il cacciatorpediniere, di dimensione maggiore, tanto da arrivare anche ai 100 metri di lunghezza. Esso poteva ospitare cannoni più pesanti e di maggiore portata, pur conservando quella rapidità di movimento che caratterizzava la torpediniera.

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L'evento - XVIII secolo - Il razzo Mysore - STEP #13

Un soldato indiano attiva il razzo
L'effetto devastante del razzo sull'esercito britannico.
Il 10 settembre 1780, durante la guerra anglo-mysore, il sovrano indiano di Mysore Hyder Ali fu il primo ad introdurre sul campo di battaglia di Pollilur, e ad utilizzare con particolare successo, il primo razzo balistico con carcassa in ferro contro la Compagnia britannica delle Indie Orientali. Il colpo provocato da tale razzo fu sorprendentemente distruttivo: non solo uccise un gran numero di nemici, ma provocò l'esplosione dell'artiglieria avversa, provocando la sconfitta inglese. Questi missili contenevano spade appuntite, raggiungevano notevoli altezze e compivano traiettorie molto lunghe. Il razzo era costituito da un tubo di ferro lungo 20 cm dal diametro variabile, in cui avveniva la combustione del propellente, e da una canna di bambù, più lunga, che serrava il tubo da un lato. La tecnica di lancio del razzo ad una determinata distanza era legata a solide regole geometriche, legate al diametro del tubo e all'angolo che esso formava con il suolo. Gli inglesi, una volta aver trionfato in guerra, portarono le tecniche locali in madrepatria e da queste ne trassero un razzo notevolmente rinnovato e potenziato, il razzo Congreve, che fu poi usato anche nelle guerre napoleoniche. 

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Le armi che hanno cambiato la seconda guerra mondiale - Marco Lucchetti
Razzo Mysore (Wikipedia)

Colpo a scoppio - STEP #12

Nel post dedicato alle armi nel mondo antico avevamo visto come sfruttando l'energia elastica si potesse sferrare un colpo ad alta potenza. Nel XIII secolo il mondo occidentale conobbe una tecnologia ancor più avanzata, quella delle armi da fuoco. In realtà, per quanto innovativa, la polvere da sparo (composizione di salnitro, zolfo e carbonio) è un' invenzione molto antica, risalente all' epoca della dinastia cinese Song, impegnata nella guerra contro i mongoli nella costruzione di prototipi di quelle che sarebbe state le armi da fuoco moderne. Tra queste, la prima da considerare è il cannone, chiamato inizialmente bombarda, che comparve nel mondo musulmano e da lì a poco in Europa, verso il 1300. La supremazia iniziale del mondo musulmano rispetto a quello europeo a livello di armi era dovuta alla mancanza di una metallurgia sviluppata del secondo. Non è possibile inizialmente infatti costruire fusti resistenti e precisi. Stando alle testimonianze dello storico Juan de Mariana, l'Europa vide per la prima volta l'utilizzo del cannone a seguito della presa di Algeciras del 1344 da parte dei musulmani.






La bombarda era inizialmente costruita con verghe di ferro battuto a forma di prisma e poi saldate e rinforzate con cerchi di ferro cui si dava la forma cilindrica saldandone poi gli orli. Successivamente fu realizzata in colata di ferro e poi in bronzo e altre leghe metalliche. (Wikipedia)

Ovviamente, per guerre di movimento l'utilizzo di cannoni richiedeva tempi di trasporto e di azione piuttosto lunghi, per questo, sempre con la stesso principio, furono realizzati armi portatili, fra queste va menzionato lo schioppo, sostituito nel Cinquecento dall'archibugio. In Europa tale trasformazione avvenne lentamente visti i costi onerosi di tali pezzi d'artiglieria.



In inglese hand cannon, lo schioppo, invenzione cinese era una bombarda ridotta annessa ad un'asta di legno dotata di sistema ad avancarica. Per azionarla bisognava inserire la polvere, pressarla dopodiché inserire la palla; a questo punto inserendo un fiammifero nel focone (foro apposito), il colpo partiva.




Alcuni esempi di archibugio, comparso negli eserciti a partire dal 1500. Come lo schioppo, era dotato di sistema ad avancarica. Si accendeva grazie ad un matchlock (otturatore a miccia). Tale caratteristica obbligava i soldati a recare con sé micce sempre accese.



Informazioni tratte da:

Colpire ai tempi del Covid-19 - Step #11

Il 2020 sarà ricordato come l'anno del Coronavirus,  quello in cui un virus letale diffusosi in Cina, per cause ancora poco chiare, ha tenuto in quarantena gran parte della popolazione mondiale mietendo milioni di vittime. Tra i paesi più colpiti a livello di vittime e conseguenze sociali ed economiche risulta essere proprio l'Italia.
Una pandemia che fa molto riflettere sul rapporto tra l'uomo e il mondo: siamo colpiti da un nemico microscopico fuori dalla nostra percezione ottica. L'invisibilità del virus ai nostri occhi genera un'ansia generale che sfocia nel panico, soprattutto vista la facilità con cui esso, attraverso la saliva, trova agevolmente corpi nuovi da infettare. E una volta entrato, in che modo può esso colpire?


Cosa colpisce?

Nella maggior parte di casi il virus entra nei polmoni attraverso naso e gola, e se non fermato da sistemi immunitari causa polmoniti talvolta curabili, talvolta letali. Ma non è tutto: in rari casi il virus può anche colpire cuore, reni, occhi, dita o intestino.
Per saperne di più, clicca qui.

Chi colpisce letalmente?


L'età media dei decessi in Italia è di 79 anni, ciò non esclude però il pericolo che possa essere colpita anche una persona di giovane età. Si risulta seriamente in pericolo se una volta contratto il virus si soffre già di gravi patologie.
Per saperne di più,  clicca qui.

Quali sono i paesi più colpiti?

I paesi più colpiti a livello di decessi al 24 Aprile risultano essere Stati Uniti, Spagna, Italia, Germania e Regno Unito.
Per avere dati in tempo reale, consultare la pagina apposita del Ministero della Salute



I dati aggiornati al 20 Aprile. Fonte: Sky TG24






Il colpo del KO - Rocky - STEP #10

Chi non conosce Rocky? Il pugile più famoso della storia di Hollywood, la cui saga omonima ha appassionato ogni generazione, è un chiaro esempio di come dietro al saper colpire e al saper incassare i colpi, ci siano ore e ore di passione, impegno, sofferenza e dedizione. La saga ha aperto al pubblico il mondo del pugilato, e lo stesso Rocky Balboa, interpretato da Sylvester Stallone, si rifa al pugile realmente esistito Rocky Marciano. La boxe è lo sport che più di ogni altro ha nel colpo la sua essenza, e la saga di Rocky è chiaramente quella che mette in luce la filosofia legata ad esso. Ho inserito uno spezzone del quarto capitolo, in cui Rocky, si conferma campione del mondo massacrando il rivale Ivan Drago, messo KO a seguito di una valanga di colpi a ripetizione.




Concludo con una citazione del pugile rimasta nella storia, in cui egli si rivolge al figlio Robert. Si tratta di una lezione di vita per tutti e valida in ogni aspetto della vita.

"Non è importante come colpisci, l'importante è come sai resister ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!"

Colpo su tela - Morte di Giulio Cesare - STEP #9

Vincenzo Camuccini - La morte di Cesare.jpg

Titolo opera: Morte di Giulio Cesare
Autore: Vincenzo Camuccini
Tecnica: olio su tela
Data: 1806
Dimensioni 400x707cm
Ubicazione: museo nazionale di Capodimonte, Napoli

In una tela di dimensioni notevoli, Camuccini rappresenta il famoso cesaricidio annettendovi pathos e solennità degni di una scena teatrale, in cui l'attenzione dell'artista è rivolta alla geometria, resa con estremo rigore, e ad un utilizzo esclusivo di colori caldi, quali il rosso e il giallo.
Il quadro risente notevolmente della corrente artistica del neoclassicismo; l'autore a cui si ispira Camuccini è il francese David.
Inizialmente destinata a Lord Bristol, l'opera fu venduta da parte dell'artista romano a Gioacchino Murat.


Colpi primordiali - Step #8 pt.2

Col passare degli anni l'uomo ha sviluppato migliaia di utensili sempre più sofisticati,  ciascuno dei quali dotato di una determinata caratteristica e applicabile ad uno uso specifico. Con la pala si scava, con ago e filo si cuce, col martello si batte, col coltello si taglia e così via. Dapprima che i settori tecnologici si scindessero e che ognuno assumesse i propri utensili, va considerato che tutto nacque dai colpi di una semplice pietra lavorata, la Chopper, atta a svolgere più lavori. 


Alcuni esempi di Chopper rinvenuti
La Chopper è considerata il primo attrezzo della storia dell'uomo. Siamo nel Paleolitico, nell'era dell'Homo habilis, ovvero circa due milioni di anni fa.
Colpendo una pietra con un'altra si ricavavano oggetti dalla punta tagliente, utilizzati non solo come armi per colpire le bestie feroci, ma anche per scavare o tagliare la carne.

L'evoluzione portò a rendere la pietra Chopper (cioè "che taglia"), sempre più modellata fino ad assumere una forma a mandorla. Tale pietra è nominata  "bifacciale" o "amigdala", e risale a 750.000 anni fa. Di queste se ne riconoscono una versione più grezza, avente la funzione di scavare, e una più lavorata, quindi più tagliente, per colpire la preda.

(link di riferimento inclusi nel testo)
Bifacciale di selce




Colpire nell'antichità - Tecnologia bellica - STEP #8

Nel lungo processo di evoluzione della tecnica, tra le varie innovazioni introdotte nel corso del tempo, alcune delle più ingegnose e determinanti (e, ahimé, sanguinarie) appartengono all'arte della guerra. Se consideriamo la società antica, incentrata prevalentemente sulla guerra, l'ingegneria bellica è dunque fondamentale.


L'invenzione chiave in campo militare risale all'epoca di Filippo di Macedonia, quando si trovò un modo particolare di sfruttare diligentemente l'energia elastica: nacque la catapulta, che permetteva di lanciare oggetti sfruttando l'elasticità di un arco flessibile, sostituito poi da due molle di torsione.

La ballista (o catapulta) divenne un' arma di grosse dimensioni (6-7m) capace di scagliare massi fino a 26 kg. Fondamentale nel funzionamento erano il verricello e un arpionismo di fermo, oltre ad un sistema di sgancio automatico.
Una riproduzione digitale della cheiroballistra

A Roma nacque la cheiroballistra (a destra), atta a lanciare dardi con estrema precisione. In essa la mira veniva regolata da sistemi a cremagliera oltre a un agile dipositivo di brandeggio; l'energia era accumulata grazie a due balestre a flessione e due molle di torsione.                                     

                                                    
Importanti informazioni sulle tecniche antiche di guerra provengono però dall'antica Roma, con scritti che suscitarono grande interesse anche nel Medioevo. Importante fu il contributo di Marco Vitruvio Pollione, che nel suo grande trattato de architectura concluse con la descrizione di numerosi marchingegni, tra cui alcuni di questi bellici.
A quest'ultimo va aggiunto Sesto Giulio Frontino, che in Stratagemata (commentario dell'opera perduta De Re Militari), descrisse come approcciarsi ad un combattimento.
Più distante temporalmente dai precedenti, il funzionario Publio Vegezio Renato, nel suo trattato Epitoma Istitutionun Rei Militaris, parlò di reclutamento, istruzione militare, legione, strategia e arte dell'assedio. 



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Qualche altra citazione....


"[Aristotele aveva] molto bene e metodi­camente cominciato il suo discorso, ma avendo più la mira di andare a terminare e colpire in uno scopo, prima nella mente sua stabilitosi, che dove dirittamente il progresso lo conduceva."
"Dialogo sopra i due massimi sistemi " del mondo di Galileo Galilei



"Sì tosto come aven che l’arco scocchi, 
buon sagittario di lontan discerne 
qual colpo è da sprezzare et qual d’averne
fede ch’al destinato segno tocchi."
"Sì tosto come aven che l’arco scocchi " di Francesco Petrarca



"Tratto tratto qualche colpo di cannone dall’estuario o dalle navi da guerra bombisce 
ed echeggia a lungo." 
"Miei pensieri di varia umanità" di Giovanni Pascoli



"Si può l’auditore o ’l lettore, mentre egli si spazia per le dilettevole rime, assomigliar a l’uc­cello, il quale, ove men teme, ivi più spesso è colto: percioché molte volte è colpito dal poeta nel principio e nel mezzo de’ componimenti, ove se n’ha minor suspizione."
"Dialoghi" di Torquato Tasso




"Quelle smorte fiamme... 
...al sospettoso adultero, che lento 
col cappel su le ciglia e tutto avvolto
entro al manto se ’n già con Tarmi ascose,
colpìeno il core e lo strignean d’affanno."
"Il Giorno" di Giuseppe Parini




"Durante tutta la sua vita bastò che i suoi sensi fossero colpiti dall’uno o dal­l’altro dei particolari di quella scena, per ricordarla immediatamente tutta, per fargliene sentire lo spavento, l’orrore."
"Senilità" di Italo Svevo



"La forza dunque non fu cagione movente, sì come credeva chi gavillava, ma fu cagione instrumentale, sì come sono li colpi del martello cagione del coltello, e l’anima del fabbro è cagione efficiente e movente."
"Convivio" di Dante



"Il giorno era apparso nero peggio dell’anima di Giuda. Insomma una brutta domenica di settembre, di quel settembre traditore che vi lascia andare un colpo di mare fra capo e collo, come ima schioppettata fra i fichidindia."
"I Malavoglia" di Giovanni Verga


Per la prima parte clicca qui

A colpo libero - ZANG TUMB TUMB - STEP #7

Molti sono i componimenti con tematiche belliche. I pericoli, la violenza, la morte, il frastuono dei colpi vengono in molti casi rappresentati nella maniera più accurata possibile, con l’utilizzo di termini ricercati tali da poter evidenziare un realismo esasperato. Ma che succederebbe se i costrutti sintattici della nostra grammatica venissero completamente rimpiazzati con semplici onomatopee in libero flusso? Parliamo del Futurismo. Esso fu un movimento artistico-letterario fondato da Filippo Tommaso Marinetti che proclamò la rottura completa col passato al quale contrappose la moderna civiltà della macchina, della guerra, oltre alla bellezza e l’ebbrezza della velocità.

Quest’ultimo, inviato come corrispondente del settimanale francese Gil Blas ad Adrianopoli per raccontare la prima guerra balcanica, scrisse, in seguito a questa esperienza, Zang Tumb Tumb, una sorta di celebrazione dell’energia sprigionata da tale conflitto, la cui violenza e ferocia sono percepite da Marinetti come musica, come un teatro piacevole e rinnovatore. Lo stile della poesia è un chiaro esmpio del messaggio futurista: il poeta scrive parole in libertà, che servono a commentare la guerra come didascalie rappresentando le sensazioni suggerite dal bombardamento nella maniera più oggettiva e fedele possibile.  Egli non “descrive, piuttosto “raccoglie” e “annota” tutte le impressioni, le immagini, i suoni e i colori di una tipica giornata di guerra.  La nostra attenzione ricade ovviamente sui colpi, espressi con le onomatopee più disparate possibili. Compaiono  i “tan tuuuumb” delle bombe, i “taratatatata” delle mitragliatrici, e tanti altri.

Per garantirvi una fruizione più suggestiva della poesia, ho preferito inserire, al posto del testo, un video in cui il componimento viene recitato, in modo tale da potersi rendere conto anche del particolare ritmo, veloce e incalzante.

In un colpo solo - Davide e Golia - STEP #6

In molti sanno della vicenda di Davide e Golia. Questa storia della Bibbia è stata usata in innumerevoli situazioni sportive per indicare quel raro caso in cui il gran favorito crolla sotto i colpi dell’umile avversario. Ma da dove viene la storia originale? Dal primo libro del profeta Samuele (Antico Testamento), in cui si racconta la storia del più giovane dei figli di Iesse che affronta e uccide in un sol colpo il nemico numero uno del popolo israelita: il gigante filisteo Golia.

Davide e Golia, Caravaggio


Siamo nel 1000 a.C ca.. Golia per 40 giorni provoca l’esercito israelita di re Saul sfidando uno per volta i soldati, ma ognuno di questi puntualmente scappa terrorizzato,  finchè non si fa avanti Davide, un umile pastorello
. Guidato da una sorprendente audacia e dalla fiducia che egli ripone in Dio, sfida il gigante di tre metri rifiutando di utilizzare addirittura le adeguate armi. Così, scaraventa un colpo di fionda sulla testa del gigante tale da ucciderlo. Il pastore porta in seguito la testa in trionfo a Gerusalemme.


La morale religiosa legata alla vicenda è che la prepotenza e la malvagità non possono nulla contro una buona dose di fede e audacia.

"49. Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. 50 Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada. 51 Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga." (1Samuele 17, 49-51)

Colpi Record - Fuori dagli step

In quanti modi possiamo sferrare un colpo?  Se consideriamo gli sport allora possiamo colpire una palla, con una mazza o con un calcio, oppure un bersaglio.
In questo post elencherò alcuni casi di gente che ha fatto del proprio colpo un motivo per restare nella storia.


Batterista 

Un batterista americano ha realizzato il record di colpi in un solo minuto: ne ha totalizzati ben 1208.


Scambio nel tennis

In Brasile due tennisti, Rafael Souza e Vinicius Gilioli hanno dato vita, con 1890 colpi, allo scambio di tennis più lungo della storia.


Il cecchino

Un cecchino canadese tre anni fa, uccidendo un miliziano dell'Isis ha stabilito il record di distanza dal bersaglio centrato. Il suo proiettile ha infatti viaggiato per tre 3,5 km volando per 10 secondi.






Colpo di precisione - Gugliemo Tell - STEP #4 bis

Simbolo di indipendenza e ribellione del mondo elvetico del Trecento, Guglielmo Tell, figura tra storia e leggenda, è conosciuto per la sua professionale mira con l'arco: riuscì ad avere la freddezza di colpire con la sua freccia una mela posizionata sul capo del figlio a lunga distanza. L'essersi ritrovato in una situazione così delicata fu dovuta all'aver mancato di rispetto il balivo austriaco, governatore di allora. Quest'ultimo lo obbligò a scagliare la freccia insidiosa, e dopo che Tell ebbe la meglio, notò che lo svizzero teneva nascosta con sé un freccia di riserva per ucciderlo, in caso di necessità. Arrestato, Tell riuscì lo stesso a  liberarsi aiutato da una tempesta e ad uccidere il balivo. 
A Guglielmo Tell è dedicata anche l'omonima famosa opera di Gioacchino Rossini, l'ultima del compositore.

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Colpire le masse - La pubblicità - STEP #5

Viviamo in un'epoca storica dominata dalle pubblicità: in tv, sui giornali, su Internet e sui manifesti abbondano consigli per gli acquisti, campagne di sensibilizzazione o propaganda. In una società di massa come quella odierna, le pubblicità, nel bene o nel male, la fanno da padrona. Riescono infatti ad influenzare notevolmente i cittadini, specie quelle che colpiscono nella maniera più efficace. Quante volte abbiamo comprato qualcosa o agito in una determinata maniera solo perché una pubblicità ci ha colpito  a tal punto da farlo? A volte il segreto del loro successo lo si trova in montaggi video mozzafiato,  colonne sonore che catturano altre invece nella loro semplicità: basta una foto con frase ad effetto annessa. In questo post illustro due pubblicità che includono il senso del colpire in senso materiale e figurato. Vediamole.

Qualcosa di divertente - Lo spot del Buondì Motta

L'arma segreta della pubblicità è spesso quello di creare immagini o situazioni esilaranti ai fini di attirare l'attenzione di chi compra. Un esempio recente è la pubblicità della brioche Buondì Motta, che sul web da un lato ha suscitato ilarità, dall'altra ha scatenato polemiche. L' essere demenziale dello spot, in cui una donna viene colpita da un meteorite  scaturisce una domanda: fin dove può spingersi la pubblicità?






Colpire il nemico - I War Bonds

Durante la Seconda Guerra Mondiale il governo degli Usa mise in atto una campagna propagandistica avente lo scopo di incentivare l'acquisto di War Bond da parte dei cittadini americani. I War Bond erano titoli di debito attraverso cui il privato cittadino poteva prestare denaro allo Stato, il quale, nonostante l'emissione di denaro aggiuntiva finalizzata alla produzione bellica, evitava l'inflazione.








Esempi di propaganda 
di war bond. 
L'obiettivo era chiaro,
comprare voleva dire
colpire il nemico






La propagande statunitense abbracciava ogni settore. Ecco un chiaro riferimento ai war bond in un albo a fumetti Disney degli anni 40'.


Colpo di coda - The End - STEP #25

Quello che state leggendo è difatti l'ultimo post del mio blog. Step by step siamo infatti giunti alla fine di questo percorso che mi ha...